Idolo

IDOLO

La riga ‘non ci serve a niente’
inconsapevole barra
lo sguardo della ragazza,
lo affermano dell’Arte in tal senso legittimata
all’imbocco del binario 2
nel tunnel Nomentana.
La Galleria collega una sponda all’altra,
il passo della necessità al passaggio rombante
e sinistro dei disegni
nella caverna, sulle pareti, raccontiamo la pietà
dei racconti;
Una sfera creatura, creata
contigua al grigio autentico
da quel bagliore addormentato
al risveglio preso
accanto, a lato, il corpo
non più vivo, di un semidio.

Nessuna cosa

NESSUNA COSA

“da te, fuggendo immobilmente;”

Il vischio ch’è lume
in altra sua parte
altera l’ego
lo incaglia solenne
all’addome.

Il vischio ch’è lume
d’altro mio ardore
vuole brillare
caldo l’amore
amorale di un’opera chiusa.

A vita temo la partenza
lungi e inconsapevole
la carezza particolare
di un simile mio vicino.

A vita lo temo presente
dentro un mio abisso.
Nelle parole mie,
nude come il suo niente.

San Domenico

SAN DOMENICO

Brevemente ho sillabato
l’arrivo di una estrema quiete,
bruciava calma all’avvento
le mie mani aperte
alla terra, al cielo.

La madre delle mie preoccupazioni
aveva i fianchi cinti
dalle gambe corpulente del suo figliolo,
e non c’era fame nel suo sguardo, misericordiosa
Appariva.

Ho camminato per la circonferenza
longilinea zigzagando
le estremità brune e non potendo altro,
ringraziando.

Un pensiero solo
mi assaliva liberando
un pensiero che si leva.

Dinanzi ad un finale
per nulla finibile
al centro della miseria

La trasparenza degli occhi vedeva
tre bambini rovesciare arachidi
nell’aria.

Dispaccio al Doppio

DISPACCIO AL DOPPIO

Ho pena dell’arrivo
di una parola,
mi raccomando a Dio
nel trasparire.

Il seggio
in questo corpo,
lievemente palpo
una dimora.

Ho atteso, avrei atteso
un affetto maestro, scritto sullo scanno
non v’è.

la voce mortale protesta
la condizione umana
di bruciante scelta.

Una compassionevole apostasia
corporizza la voragine dello spettro.
Dell’abbandono
disponga l’impassibile doppio.