Inediti di Luca Benassi: “4250”

DI SESTA E DI SETTIMA GRANDEZZA - Avvistamenti di poesia

4250

(nome)

Forse darò un nome a questa terra
che separa il binario tre dal mare
e inciderò i segni e i colori
sul selciato della pensilina
nel taglio degli occhi che mi attende
all’altro capo della linea.
Darò un nome a questa attesa
agli annunci, alla fila delle stazioni
che scorre rossa sul monitor
mentre arriva il mio convoglio.
Si parte così, ascoltando il vento
che porta il suono della sabbia
scolpita dai passi di questa ostinazione
del ritornare all’orizzonte
dei nostri volti.

(banchina)

Sulla banchina siamo in pochi
a sfidare la corsa dei convogli
a pochi centimetri dal cuore,
la ragazza bionda che guarda il cellulare
il nigeriano che specchia il futuro negli occhiali
l’impiegato con la maglietta blu
che scende sempre a Marzocca
e il mio stare fermo sulla linea gialla
come a una frontiera
in attesa del tuo lasciapassare
che ci riporti…

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